Comuni trasparenti?

•Ottobre 1, 2008 • 1 Commento

Volevo mettere al corrente tutti i Cittadini che partecipano a questo Blog che purtroppo nel Comune di Murlo(SI), in data 25 Settembre 2008 alle ore 18:00, al sottoscritto,e ad Oriella Francini, componenti della segreteria provinciale dell’IDV di Siena,è stato vietato di riprendere il consiglio comunale(noi dell’Italia dei Valori , nel suddetto comune,siamo rappresentati dal consigliere Capogruppo dell’Opposizione, MANETTI Alessio) direttamente dal Sindaco, esortandomi di uscire dalla sala del Consiglio comunale e che non sarei potuto stare lì neanche a video camera spenta.In più sono stato controllato dalle forze dell’ordine presenti(Arma dei Carabinieri),in modo anomalo a mio avviso, perchè il mio nome è stato segnato su una agenda personale del militare che ha effettuato il controllo(Maresciallo Capo).Io, di conseguanza e senza far polemiche, mi sono attenuto a rientrare nella sala del Consiglio Comunale senza video camera e sedermi nello spazio del pubblico.Spero che la mia denucia di un comportamento a mio avviso non giustificato da nessuna disposizione di legge e in aperto contrato con l’articolo 21 della Costituzione e con d.lg. n.267/2000 possa
essere analizzato nelle sedi opportune e se qualcuno ha abusato della propria autorità ne risponda.Ci tengo a dire che il signor Sindaco non ha chiamato le forze dell’ordine e non è stato Lui a chiedere ai Carabinieri
di controllare i miei documenti,si è limitato ad intimarmi di uscire dalla sala del consiglio comunale.

Di seguito estratto dal sito del garante per la privacy:
“Sì alle riprese e alla diffusione televisiva delle riunioni del consiglio comunale, anche al di fuori dell’ambito locale e con le opinioni e i commenti del giornalista, purché i presenti siano stati debitamente informati dell’esistenza delle telecamere e della successiva diffusione delle immagini.
I soggetti pubblici possono trattare e diffondere dati personali senza dover acquisire il consenso degli interessati, purché esista una legge o un regolamento che glielo consenta. La legge sulla privacy li autorizza, inoltre, a trattare alcuni dati sensibili (ad esempio le opinioni espresse dai consiglieri durante le sedute) nei limiti in cui ciò risulti necessario ad assicurare la pubblicità dell’attività istituzionale, fermo restando il divieto di divulgare informazioni sullo stato di salute. Pubblicità di atti e sedute consiliari che è espressamente garantita dal testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali ( d.lg. n.267/2000), il quale demanda al regolamento comunale l’introduzione di eventuali limiti.”
La diffusione delle immagini da parte della televisione locale può essere effettuata, ha chiarito l’Autorità, senza il consenso degli interessati (art. 25 l. 675/96 e codice deontologico sull’attività dei giornalisti), mentre non è conforme alla normativa, limitare il diritto di cronaca al solo ambito locale, a meno che il Comune non lo abbia previsto nel regolamento. Né si può impedire al giornalista di esprimere opinioni o commenti durante le riprese.

Le morti bianche non vanno in vacanza

•Agosto 5, 2008 • Lascia un Commento

E’ simpatico vedere come la sfera oggetiva e quella soggetiva spesso si sovrappongo e ancora più spesso si confondono;arriviamo al punto:
il Governo ha messo nelle principali città italiane i militari per…….non lo so per cosa effetivamente!Non l’ho capito…..cmq si dice che l’ha fatto per la sicurezza dei cittadini(cosa strana, per me la sicurezza si garantisce garantendo la certezza della pena, che differenza fa se ad arrestare un criminale sia un militare o una pattuglia mista?);ma siamo sicuri che sia davvero questa la sola emergenza che affligge l’Italia?Voglio sorvolare su un punto che tratterò prossimamente, e cioè che queste misure non servono se poi nella città di Roma ci sono solo 12 volanti della Polizia.

Stamane durante la mia conseuta lettura dei maggiori quotidiani ho letto una notizia che mi ha turbato:

Morti sul lavoro doppi degli omicidi,”Ma tutti concentrati su criminalità”

Mentre Brunetta e Company pensano all’Italia come alla nazione dei fannulloni, concentrando le loro attenzioni verso un incessante caccia alle streghe, purtroppo in Italia si muore più sul lavoro o sulle strade che non a causa della criminalità o di episodi violenti.Strano vedere il Parlamento impegnato a tutelare i più forti a discapito dei più deboli(Vedi caso norma salva precari), strano sentirli parlare in questi termini, strano davvero, perchè forse Loro non hanno capito perchè anche se le leggi in tema di sicerezza sul lavoro ci sono, le cose non funzionano.

Prima di concludere con la mia riflessione, vi do un pò di numeri:
“Nel 2007, sono stati 1.170 i decessi per motivi di lavoro in Italia, di cui 609 per infortuni stradali, ovvero lungo il tragitto casa-lavoro o in strada durante l’esercizio dell’attività lavorativa.”

Il problema della sicerezza sul lavoro può essere inquadrato e riassunto così(lettera aperta al Ministro Brunetta):
Caro Ministro,sa perchè tutte le norme che regolano la materia della sicurezza sul lavoro non funzionano?Semplicemente perchè alla fine spetta sempre al lavoratore in ultimo segnalare che non ci sono le condizioni per lavorare in sicurezza(cioè in ultima istanza), e Lei caro Ministro, per un solo istante si metta nei panni di quel lavoratore precario(che ha il contratto in scadenza) o di quel lavoratore a nero(non per sua scelta, Lei dovrebbe sapere che a volte per la parte debole il lavoro nero è una necessità, mentre per il datore di lavoro è un abuso), come dicevo, si metta nei panni di queste persone:mi spiega come fa a dire, no io non posso fare questo fare lavoro perchè non ci sono le condizione per lavorare in sicurezza;non lo può dire, e non lo dirà, perchè in un caso non le verrà rinnovato il suo contratto(VIVA la FLESSIBILITA’), nell’altro caso, non finirà neanche la giornata di lavoro, se ne va a casa direttamente.

Quindi,in primis ridiamo dignità al Parlamento, diventato il più grande consiglio di amministrazione, visto che si occupa delle questioni personali di una sola persona;poi ridiamo al Parlamento il ruolo che la Costituzione da al Parlamento,e cioè non quello di votare le infinite fiduce che il Governo pone,e non quello di entrare nel libro dei record approvando Provvedimenti a tempo di record, ma discutere su emendamenti, fare aggiustamenti, DISCUTERE.Quindi, se per l’anno prossimo non vogliamo rileggere gli stessi numeri(1.170 decessi), iniziamo a sbattere fuori dal Parlamento i fannulloni e i condannati con sentenza passata in giudicato, e lavorate, VOI(Governo e Ministri) Al SERVIZIO DEL PAESE, RICORDANDO CHE NOI, POPOLO ITALIANO SIAMO I VOSTRI DATORI DI LAVORO,E DOVETE  tutelare i deboli(Lavoratori precari, lavoratori obbligati PER SOPRAVVIRE a lavorare a nero, pensionati).Come?Bè , semplice, il Parlamento deve leggiferare al servizio della Nazione e non di una sola persona.

L’importanza di dire no al Lodo Alfano(raccogliamo le firme per il referendum)

•Luglio 31, 2008 • Lascia un Commento
Campagna referendaria contro il Lodo Alfano

Campagna referendaria contro il Lodo Alfano

Cari Amici, il mio è un appello, un appello a tutti i cittadini che credono nelle Istituzioni e che vedono nella Costituzione la nostra Bibbia Civile.Quanto fatto con il Lodo Alfano, in parte dagli stessi signori(Fini, Casini,Bossi) che nel 1993 erano contro i benefici che l’art.68 della Costituzione garantiva ai Parlamentari,che sono stati abusati contro l’intezione dei nostri Padri Costituenti( la ratio , visto il periodo da cui venivamo fuori, cioè quello fascista, era evitare lo strumento giurisdizionale contro i parlamentari delle opposizioni).Quello che è successo oggi è un uso privatistico delle Istituzioni, plasmate a propria e immaggine e somiglianza, facendo passare l’idea che ci si deve proteggere dai processi e non nei processi.

Per questo, noi cittadini, di qualunque fede politica, provenienti da qualunque storia politica, dobbiamo ritrovarci e insieme usare tutti i mezzi a nostra disposizone(in questo caso lo strumento del referendum) per dire con forza e convizione, NO GRAZIE, non sono questi i prevvedimenti che il Paese ha bisogno, e non solo limitarci a dire, NO GRAZIE, ma dire, Signori, dovete fare un passo indietro.Come fare?Semplice, aiutateci a raccogliere le firme contro il LODO ALFANO e poi andare a votare per raggiungere il quorum.

Questa che ci aspetta è una battaglia a favore della Democrazia.
Grazie

28 Luglio 2008, incontro con Di Pietro a Massa in occasione della Festa regionale dell’IDV

•Luglio 29, 2008 • Lascia un Commento
"Interecettazioni?Si Grazie"

Magliette dell'IDV di Siena:"Interecettazioni?Si Grazie"

Il 28 Luglio 2008, insime agli amici della Segreteria dell’Italia dei Valori di Siena(Alessio Manetti e consorte, Oriella Francini,Marcello Piscitello,Fabio Dionori,Franco Vicerdini e consorte, Paola) sono stato a Massa, in occasione della festa regionale dell’IDV, e ho avuto il piacere di incontrare il Presidente Di Pietro.Ho apprezzato la linea politica che il Presidente ci ha illustrato e che provo a riassumere:

L’Italia dei Valori, anche se in questo momento è impegnata in una dura opposizione contro il “Master of Puppets”(celebre canzone dei Metallica, tradotto letterelmente, Capo dei Burattini) non è un partito di opposizione, ma è una partito che si sente di Governo e che quindi vive questa parentesi della storia repubblicana come un dovere in cui bisogna cercare di portare una ventata nuova nella vita politica italiana.Questo ponendoci non come un partitico che ha delle imposizioni ideologiche,ma ragionado in base ai valori, ai programmi e alla credibilità delle persone.In quest’ottica, io, come Responsabile del settore giovanile dell’IDV di Siena in questi giorno incontro i delegati dell’associazione Giovani Democratici per trovare delle linee guida su cui iniziare un confronto in vista sia del rinnovo generazionele della classe dirigente e sia per le importanti scadenze elettorali che saremo chiamati a rispondere.

Tuteliamo i forti a discapito dei deboli (norma-antiprecari)

•Luglio 27, 2008 • Lascia un Commento
Lavoro Precario

Lavoro Precario

Come conseguenza della plasticità dell’informazione proviamo a fare chiarezza:cosa prevede la norma anti-precari?.
La norma anti precari, è la proposta di cancellare l’obbligo di assunzione a tempo inderterminato in caso di sentenza favorevole da parte di un guidice del lavoro, cioè sostanzialmente di fatto il lavoratore che abbia svolto lavoro subordinato non sarà assunto, ma avrà solo un indennizzo variabile tra le 2,5 e le sei mensilità.Qual’è la ratio di essere assunti dopo aver svolto lavoro subordinato?Semplicemente essere assunti dopo aver subito un torto, e quindi in questo modo si è tutetali.E’ evidente che nel caso in cui anzichè essere assunti si percepisce un indenizzo, il torto subito non è proporzionale alla contropartita.E’ un dato di fatto, chiaro e limpido e incontrovertibile, tant’è vero che un pò tutti hanno fatto a scarica barili sulla paternità di questa norma:

Gianfranco Conte, presidente della commissione Finanze di Montecitorio, fa sapere di non essere lui l’autore dell’emendamento: «Come presidente della Commissione non ne posso presentare – ha spiegato dai microfoni SkyTg24 -, fu avanzato da più parti. Se ricordo bene ne furono presentati di questo tipo dalla Lega e dal Pdl. Ne abbiamo discusso lungamente nelle riunioni di maggioranza. Era un emendamento che tendeva a risolvere alcune questioni determinate soprattutto dalla lunghezza dei giudizi riferibili ai precari delle Poste».

Io penso che con questa norma il Governo ha fatto una scelta chiara, e cioè schierarsi con i forti(le aziende) che hanno commesso le irregolarità e non tutela i deboli che sono le vittime di queste ingiustizie.In più sono convinto che questa norma(nella parte che riguarda l’indennizzo) sia inconstituzionale per il semplice fatto che si dovrebbe applicare solo per i procedimenti in corso, e quindi solo per coloro che sono in causa in quel momento.Ma oltre alla gravità dell’aspetto costituzione c’è un’altra criticità, e cioè prendere atto di come questo emendamento allarga drasticamente i limiti tra i quali è consentito assumere un lavoratore a termine.E’ chiaro che per offrire maggiore flessibilità alle imprese si torna ad allargare le maglie della protezione nel settore del lavoro precario.

Questo è un esempio classico della plasticità dell’informazione,ho cercato di spiegarvi cosa comporta questa norma e sorrido quando sento alcuni esponenti della PdL dire esattamente l’opposto di quello che ho appena scritto;vi cito alcune dichiarazioni su questa norma:
-Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl, definisce la norma «una misura equa per entrambe le parti» perché «avere giustizia dopo decenni non agevola né il lavoratore né l’azienda ma comporta solamente un iniquo dispendio di spese». E aggiunge: «Da stigmatizzare la strumentalizzazione di certo sindacato che col centrosinistra è propenso ad avvallare qualsiasi cosa, mentre col centrodestra al governo cede volentieri alla tentazione di far politica anziché a esercitare il proprio ruolo che dovrebbe essere quello di tutelare i lavoratori».(Le dichiarazioni del Sig.Italo Bocchino sono state prese dalla Repubblica )
-Roberto Calderoli : «Siamo in una democrazia parlamentare. Se il Parlamento ha deciso così, vuol dire che è la volontà del Parlamento»(sempre fonte La Repubblica),fondamentalmente se ne lava le mani……

All’interno della stessa maggioranza c’è chi prende le distanze, chi cerca di vedere fumo negli occhi….per fortuna che in Parlamento c’è chi ha deciso di farsi carico delle persone che sempre più sono vittime inconsce della casta e di tutto quello che ne deriva e per questo, i nostri Parlamentari dell’IDV fanno le loro battaglie nelle Camere e noi cittadini dobbiamo essere vigili ed essere a guardia della democrazia e della salute della Repubblica;se loro mettono i militari a presidiare le strade , noi dobbiamo presidiare la democrazia.

Chi non è informato non ha diritto di critica….

•Luglio 19, 2008 • Lascia un Commento

…o meglio, ha diritto di critica…ma la sua critica non può essere autorevole e perde di valore…..

Ho letto su 0577.it( http://www.0577news.it/index.asp?idn=2476 ) una critica da parte di P. Claudio Giuseppone, parroco di Santa Petronilla, e la cosa che mi ha colpito non è stata tanto la critica che Lui ha fatto verso il Raffaele Ascheri ( Autore della Casta di Siena ), per carità di DIO , tutti abbiamo diritto a criticare qualcosa, dopo averla vista, compresa…capita , assimilata….perchè se critica ci deve essere,deve essere basata su elementi acquisiti e non su prese di posizone ideologica o di preconcetti senza nessun fondamento o dettata dal rancore;se poi la critica viene da una persona di una certa caratura,cioè un Parroco, bè….. vi riporto le Sue parole( fonte http://www.0577news.it/index.asp?idn=2476 ):
Siamo alle solite: il buon Ascheri non riesce a sfondare con le cose serie e scientifiche e ci prova con le grossolanità e il pressappochismo. Non ho letto il suo libro su “La casta di Siena” perché dovrei perdere troppo tempo nell’appurare se è verità ogni sua affermazione….
Carissimo Giuseppone, la sua presa di posizione critica non ha nessun fondamento..se non un sentito dire o un idea preconcetta….La chiesa spinge i suoi fedeli al perdono, alla carità,alla ricerca della verità divina….e non lascia spazio al rancore…rancore che emerge dalle Sue parole verso il Raffaele Ascheri;Le ricordo cosa ha detto
Mons. Angelo Bagnasco il 21/05/2007 all’Assemblea Generale della CEI:
“….
il rapporto della Chiesa con la società italiana resta significativo e rilevante, perché basato sulla reciproca conoscenza e su un ascolto autentico da entrambe le parti. La gente di tutti i giorni, quella della strada – cioè della vita semplice, quotidiana, spesso dura – sa che le nostre porte sono sempre aperte per chiunque, sa che accogliamo tutti, che non portiamo rancore, che siamo sempre pronti a ricominciare….”

Mi sembra che questo ascolto, così come auspicato da Mons. Angelo Bagnasco , da parte sua non c’è stato, L’ha detto lei…..non ha letto il libro….come fa a criticare l’operato se non ne è informato?

Gli Eroi che non ci sono più(Storia di Luigi delle Bicocche)

•Luglio 18, 2008 • Lascia un Commento

Sono reduce dal primo Forum Giovanile dell’Italia dei Valori a Bellaria;durante il viaggio di ritorno, in macchina ho ascoltato una canzone che mi ha fatto molto riflettere e mi ha fatto andare oltre le apparenze e oltre il monopolio radio televisivo che ci impone stili e modelli di vita.Cercherò di essere più chiaro postandovi alcuni versi di questa canzone:

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
********
sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere.

********
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.

Siamo immersi nell’informazione, tutto è informazione, anche un filo percorso da corrente è informazione;in questo universo d’informazione, in cui c’è un rumore di fondo( white noise,è come entrare in un supermecato e sentire un odore di fondo che è il risultato di tutti gli odori facendoci perdere la percezione dell’odore stesso,e così è il white noise dell’informazione),regna l’incertezza e l’informazione è diventata plastica, cioè probabilità di errore(casuale o voluto) tra il produttore del messaggio ed il recettore del messaggio.
La plasticità dell’informazione tratta del linguaggio, cioè un universo di segni in continua trasformazione,in cui il significato delle parole viene alterato in base alle proprie esigenze;un esempio:
-il significato della parola giustizialismo,cioè poveri che aspirano ad una giustizia sociale.In Italia questa parola ha assunto altri significati, è un’altra cosa, significa un atteggiamento popolesco di ricevere giustizia purchè sia mettendo cappi al collo.Quindi la plasticità non riguarda più solo il linguaggio e la sua codificazione, ma riguarda anche le intenzioni con cui il linguaggio deve essere usato.

Per uscire dal pantano del white noise dell’informazione(picola parentesi:prendiamo internet per esempio, qui il rischio di white noise è elevato perchè siamo di fronte ad un enciclopedia idelamente infinita senza indici, quindi se non conosciamo le potenzialità del mezzo rischiamo di fare come al supermercato, cioè entrare per acquistare un prodotto e non riuscire a trovarlo, perchè il suo ododore si somma a tutti quelli degli altri prodotti e quindi non riusciamo a fare distinzioni) è necessaria un’intelligenza critica.Capire che:
PRIMO:il binomio informazione e potere costituiscono un grave pericolo per la democrazia
SECODNO:il possesso delle strutture radiotelevisive costituisce un rapporto di comunicazione a senso unico.
Tutto questo perchè?Voi che leggete a questo punto forse vi state chiedendo cosa voglio dire…prima la canzone, poi le riflessioni sull’informazione…….
Su tutti i canali televisivi oggi non si parla più di monezza a Napoli,non si parla delle morti bianche che sono la piaga del nostro Paese….Si parla di una sola persona e di come risolvere i suoi problemi.A questo punto voi direte, e cosa c’entra Luigi delle Bicocche?C’entra…..perchè la plasticità dell’informazione ci allontana dalla quotidianietà( quanti Luigi delle Bicocche ci sono e conducono la loro vita con dignità? e quanti Luigi delle Bicocche cadono ogni giorno per dare una dignità alla propria famiglia?), la plasticità dell’informazione ci plasma a immaggine e somiglianza di chi detiene il potere.Il problema non è ne il potere ne il potente, è chi non ha limiti, come l’Agente Smith di Matrix, non ha limiti e non si fermerà…..
Ritornando al titolo…….non è vero che gli eroi non ci sono più, gli eroi ci sono e come, semplicemente la parola eroe ha assunto un’altro significato, plasmato ad immaggine e somiglianza di chi deteniene il monopolio dell’informazione.
Eroi per alcuni è Vittorio Mangano(Condannato per lesioni personali, truffa, ricettazione, assegni a vuoto, porto abusivo di coltello), per me gli eroi sono i Luigi delle Bicocche……..
Se siete curiosi vi linko il video di Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche) su yuotube

http://it.youtube.com/watch?v=YOvXqU66Rew

l’8 Luglio in piazza Salimbeni a Siena

•Luglio 16, 2008 • 1 Commento
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Siena, Piazza Salimbeni, 8 Luglio 2008, ore 18:00

L’8 Luglio 2008 eravamo in piazza Salimbeni a Siena per ribadire il nostro dissenso all’operato del Governo italiano in materia di sicurezza e lodo Alfano.Io penso che questa giornata ha sancito la consapevolezza dei cittadini, di qualunque forza politica, a ragionare non in base ad ideologie,idealmente superate,ma in base ai provvedimenti presi di volta in volta, per i valori che contraddistingue la ratio dei vari provvedimenti adottati, e per credibilità delle persone.
Io vorrei fare un exsursus storico, partendo dalle dichiarazioni di chi, in piena tangendopoli, e cioè nel 1993, esprimeva in parlamento il suo pensiero rigurado al rapporto tra il concetto di supremazia della politica e l’indipendanza della magistratura.
E’ paradossale vedere oggi personaggi del calibro di FINI, LA RUSSA, GASPARRI, inneggiare ai lodi mentre nel 1993 inneggiavano a Di Pietro e alle sue inchieste e firmavano la legge che toglieva le immunità ai menbri del parlamento dichiarando che “L’uso dell’immunità e soprattutto l’abuso del diniego dell’autorizzazione a procedere vengono visti …come uno strumento per sottrarsi al corso necessario della giustizia”
E ancora, vedere pesonaggi del calibro di BOSSI, MARONI, CASTELLI, che associano troppo spesso e in modo impropio la legalità e la giustizia sociale all’essere padani, anch’essi nel 1993 firmavano la legge contro le immunità, dichiarando che “L’uso dell’immunità e soprattutto l’abuso del diniego dell’autorizzazione a procedere vengono visti …come uno strumento per sottrarsi al corso necessario della giustizia”.
E che dire del CASINI nazionale, baluardo della DC sopravvisuta alla catastrofe tangendopoli, che anch’egli nel 1993 fu relatore della legge che abrogava l’immunità dichiarando che “Il principio del princeps legibus solutus (cioè il principe non è soggetto alla legge) è medievale e quindi superato. Se vi è istanza di eguaglianza, quindi, essa deve riguardare in primo luogo gli autori della legge”.
Che dire Amici, siamo nel grottesco, nel paradossale, siamo nel mondo in cui il bianco è diventato nero e viceversa.